Il Consigliere federale Beat Jans incontra i membri della Plateforme Traite
L’incontro annuale tra il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Beat Jans, e la Plateforme Traite, la piattaforma svizzera contro la tratta di esseri umani, si è svolto martedì 21 aprile presso il servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne, il FIZ. In tale occasione, il Consigliere federale ha visitato una struttura di accoglienza specializzata e ha dialogato con le organizzazioni aderenti. Ha inoltre incontrato Anna*, una donna che si è rivolta al servizio FIZ e il cui percorso di vita evidenzia l’importanza dell’accesso a un accompagnamento specializzato per le vittime.

Anna* è stata vittima di tratta di esseri umani in Svizzera. Sfruttata a fini sessuali per diversi anni, Anna è riuscita a fuggire da questa situazione, ritrovandosi però per strada. In seguito, è stata avvicinata dagli assistenti sociali del quartiere. Insieme si sono recati dalla polizia che l’ha indirizzata al servizio FIZ. Grazie alla presenza sul territorio di un’organizzazione specializzata, Anna ha trovato rifugio in una struttura protetta e ha potuto usufruire di consulenza e assistenza, come previsto dalla Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV) e in conformità con la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Da allora, Anna ha deciso di denunciare gli autori dello sfruttamento e di partecipare attivamente al procedimento penale. Ha inoltre avviato un processo di recupero e beneficia di un accompagnamento specializzato, in particolare per il reinserimento. Ogni anno i membri della Plateforme Traite segnalano numerosi casi simili. Ma cosa sarebbe successo se il caso di Anna si fosse verificato in un Cantone privo di dispositivi specializzati e di accordi intercantonali?
Persistono lacune nel sostegno alle vittime di tratta
«Alcuni Cantoni ritengono ancora oggi di essere al riparo da questo grave problema. Ma la tratta e lo sfruttamento non conoscono confini e i casi segnalati alle autorità sono solo un’immagine parziale della realtà», sottolinea Monica Marcionetti di MayDay. Se Anna si fosse rivolta a uno dei numerosi Cantoni sprovvisti di un sistema di protezione, probabilmente non sarebbe stata riconosciuta come vittima della tratta di esseri umani. Senza un aiuto specializzato, un alloggio protetto e un accompagnamento adeguato, Anna avrebbe rischiato di subire un nuovo sfruttamento e di vedere peggiorare le sue condizioni di salute. Senza la sua testimonianza e la sua presenza durante l’intero procedimento penale, sarebbe stato impossibile avviare un’azione penale contro gli autori dello sfruttamento.
La mancanza di sensibilizzazione e di formazione dei servizi di assistenza primaria e l’assenza di meccanismi di intervento sono le ragioni per cui, in alcuni Cantoni, queste situazioni, sempre molto complesse, non emergono. Nei luoghi in cui sono presenti organizzazioni specializzate e accordi tra queste e le istituzioni interessate, la protezione delle vittime e il procedimento penale funzionano, anche se possono essere migliorati. Queste valutazioni sono emerse dagli studi condotti da ASTRÉE per la Svizzera francese e da FIZ per la Svizzera tedesca.
Nina Lanzi, del servizio FIZ, ha dichiarato: «Sulla base dell’esperienza sul campo, i membri della Plateforme Traite sostengono che il coinvolgimento precoce delle organizzazioni specializzate nell’identificazione e nell’accompagnamento delle potenziali vittime della tratta consenta di proteggerle efficacemente e di perseguire gli autori dello sfruttamento.»
Raccomandazioni della Plateforme Traite
Oggi la Plateforme Traite ha presentato le sue raccomandazioni al Consigliere federale Beat Jans, al fine di garantire che Anna e tutte le altre vittime della tratta di esseri umani presenti in Svizzera possano ricevere un adeguato supporto, a prescindere dal Cantone in cui sono state sfruttate.
A tal fine, e come previsto dalle misure del Piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani 2023-2027, la Plateforme Traite invita il Consiglio federale a rafforzare le azioni di coordinamento nazionale, incoraggiando i Cantoni a istituire meccanismi specializzati per l’identificazione e l’assistenza socio-giuridica delle vittime di tratta, nonché l’accesso a alloggi protetti. «L’istituzione di tali meccanismi consentirebbe di rispondere alle raccomandazioni della terza valutazione del Gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta di esseri umani del Consiglio d’Europa GRETA», afferma Angela Oriti di ASTRÉE.
In questo contesto, la Plateforme Traite chiede al Consiglio federale e ai Cantoni di garantire che siano disponibili risorse finanziarie adeguate per la creazione di nuovi dispositivi e il potenziamento di quelli già esistenti. Tali azioni consentirebbero di armonizzare le pratiche cantonali e di offrire una risposta efficace e adeguata alle esigenze delle vittime.
Prevista revisione dell’articolo 182 CP sulla tratta di esseri umani
Nel corso della riunione odierna, il consigliere federale Beat Jans ha comunicato le modifiche in corso relative alla disposizione penale sulla tratta di esseri umani nel Codice penale svizzero. La Piattaforma Tratta si rallegra che il Consiglio federale riconosca la necessità di agire in questo ambito: dall’introduzione dell’articolo 182 nel 2006, vengono pronunciate in media 10 sentenze relative alla tratta di esseri umani ogni anno. Il numero esiguo di condanne per il reato di tratta dimostra che le vittime non ottengono spesso giustizia, che l’accesso ai loro diritti è limitato e che gli autori restano impuniti.
Leila Boussemacer (CSP Ginevra) sottolinea: «Qualsiasi misura che consenta di migliorare l’azione penale è benvenuta, tuttavia la protezione delle vittime deve essere sempre garantita».
*nome modificato / caso reso anonimo
Ritornare